Scavi castello Normanno

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Ruderi castello - Scavi castello Normanno Particolare del castello - Scavi castello Normanno
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Restauro e valorizzazione del castello normanno-svevo di Nicastro (APQ - Beni culturali per il territorio della regione Calabria)

L'intervento di scavo archeologico ha riguardato due aree del castello di Nicastro finora mai indagate, localizzate al di sotto del donjon (torrione) normanno-svevo, una sul versante ovest, una sul versante est.

I precedenti interventi di scavo archeologico avevano permesso di individuare le grandi fasi di costruzione, di restauro, di ampliamento che, a partire dall'epoca normanna, si succedettero senza soluzione di continuità fino al momento dei due grandi eventi tellurici, che portarono al definitivo abbandono del castello, quello del 1638 e del 1783.
L'indagine archeologica ha permesso di portare alla luce l'imponente rupe rocciosa su cui fu costruito il torrione normanno-svevo: oggi è possibile osservare l'imponenza della struttura fortificata poggiante direttamente sul banco roccioso secondo i dettami dell'architettura dell'epoca normanna. È inoltre venuto alla luce l'originario sistema di accesso alla sommità, tramite una scala in pietra, obliterata nella fase angioina da un imponente muro di sostegno della rupe stessa.

Alla fase di XIII - XIV secolo è anche attribuibile un muro di cinta più antico con andamento leggermente diverso da quello cinquecentesco che lo utilizza come fondamenta per il proprio alzato. Una grande area di lavorazione artigianale è stata portata alla luce nella parte orientale, con una fornace per la produzione associata di oggetti in vetro e in metallo (prima e seconda lavorazione) e una grande calcara scavata nella roccia, circondata da grossi frammenti di pietra verde locale pronti per essere sbozzati. Si tratta probabilmente del cantiere di XIII - XIV secolo per il rifacimento e restauro del torrione e l'ampliamento del circuito murario. A questa fase di cantiere succede la costruzione di un'ampia sala rettangolare di rappresentanza le cui volte a crociera erano sorretta da due pilastri a pianta ottagonale.

Alla fase cinquecentesca appartiene il complesso sistema di canalizzazione dell'acqua visibile sulla rupe del torrione: l'acqua defluiva verso la grande cisterna del castello, localizzata in basso, attraverso tre condutture in terracotta. È anche visibile un pozzetto di ispezione di una di queste canalizzazioni.

Alla fase di XVI - XVII secolo appartiene un grande ambiente rettangolare appoggiato al muro di cinta cinquecentesco, destinato probabilmente ad ospitare le cucine del castello: un grande forno, di cui si conserva la base di appoggio in mattoni refrattari, si trova nell'angolo nord dell'ambiente. All'esterno di questo edificio è stata messa in luce una fornace per la produzione di ceramica, anch'essa riferibile a questa fase.

Informazioni:

  • Direzione Scientifica per la Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria: Roberto Spadea
  • Responsabile dello scavo: Chiara Raimondo
  • Rilievi: Maria Pia Lavorato
  • Impresa appaltatrice DI Filippo - Maratea
  • Progettazione e direzione dei lavori sono a cura dell'Ufficio Tecnico Comunale nelle persone del Geom.Paride Giardino e Responsabile del Procedimento Arch.Caterina Vitetti.
  • Hanno partecipato allo scavo volontari coordinati dalla Prof.ssa Enza Purri-Siviglia Presidente dell'associazione archeologica lametina.

 

 

data ultima modifica: 
Martedì, 5 Luglio, 2016 - 10:00