Legalizzazione e traduzione di atti e certificati di Stato Civile e/o Anagrafe formati da autorità straniere

Gli atti stranieri da valere in Italia sono presentati in lingua originale, legalizzati e provvisti di traduzione ufficiale in lingua italiana certificata conforme al testo straniero ed anch'essa legalizzata, a meno che non siano rilasciati da un paese con cui vigono accordi internazionali che prevedono l'esenzione dalla legalizzazione.

Cos'e' la legalizzazione

Per legalizzazione si intende l'attestazione ufficiale della qualità legale di chi ha firmato il documento e della autenticità della firma apposta.

Modalita' di legalizzazione

Chi la effettua

  • Per i documenti rilasciati all'estero la firma va legalizzata presso l'autorità diplomatico-consolare italiana all'estero
  • Per i documenti rilasciati in Italia dall'autorità consolare straniera la firma va legalizzata presso la Prefettura competente per territorio

Sono completamente esenti da legalizzazione a prescindere dal luogo di loro formazione gli atti e i documenti rilasciati dai seguenti Paesi:
Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Olanda (estesa ad Antille Olandesi e Aruba), Polonia, Portogallo, Turchia.

Sono esenti da legalizzazioni gli atti redatti dai rappresentanti diplomatici e consolari dei seguenti Paesi:
Austria, Belgio. Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Moldova, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, San Marino, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera,Turchia, Ungheria.

Sono esenti da legalizzazione a condizione che rechino "l'Apostille" (apposita timbratura quadrata attestante l'autenticità del documento e la qualità legale dell'Autorità rilasciante) gli atti e i documenti rilasciati all'estero dai seguenti Paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja firmata il 5 ottobre 1961:

Albania, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bahamas, Barbados, Belgio,Belize, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brunei, Bulgaria, Cina, Cipro, Colombia, Croazia, Danimarca, Ecuador, El Salvador, Estonia, Federazione Russa, Fiji, Finlandia, Francia, Georgia, Germania,Giappone, Gran Bretagna (estesa all'Isola di Mann), Grecia, Grenada, Honduras, India, Irlanda, Islanda, Isole Cook, Isole Marshall, Israele, Kazakhistan, Lesotho, Lettonia, Lituania, Liberia, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Malawi, Malta, Mauritius, Messico, Moldova, Mongolia, Montenegro, Namibia, Niue, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda ( esteso Antille olandesi e Aruba), Panama, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea (già Corea del Sud), Repubblica Dominicana, Romania, Saint Christopher e Nevis, San Marino, Samoa, Santa Lucia, Sant'Elena, Serbia, Seychelles, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Suriname, Svezia, Svizzera, Swaziland, Stati Uniti d'America, Sud Africa, Tonga, Trinidad e Tobago, Turchia, Ucraina, Ungheria,Vanuatu, Venezuela, Vergini Britanniche.

Nota bene:
L'Apostille si applica solo ai documenti rilasciati all'estero nei paesi aderenti alla Convenzione dell'Aja, mentre per i documenti eventualmente rilasciati in Italia dall'autorità consolare degli stessi Paesi è necessario procedere alla legalizzazione presso la Prefettura.

La Svezia rappresenta un'eccezione: i documenti rilasciati in tale paese devono essere legalizzati, mentre quelli rilasciati dall'autorità consolare svedese in Italia non necessitano di alcuna formalità.

Atti provenienti dall'Argentina
L'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Argentina firmato a Roma il 9.12.1987 (ratificato con Legge 22.11.1988 n. 533), disciplina lo scambio degli atti dello stato civile e la esenzione della legalizzazione a condizione che siano datati, muniti della firma e, se necessario, del timbro dell'Autorità dell'altra Parte che li ha rilasciati. Pertanto, i documenti non trasmessi per via ufficiale tramite l'autorità consolare o diplomatica italiana, ma prodotti dall'interessato, (non muniti di legalizzazione ovvero di "Apostille"), saranno soggetti a controllo di autenticità (ai sensi dell'art. 6 ultimo periodo dell'accordo).

Traduzione ufficiale
Tutti i documenti redatti in lingua straniera per essere fatti valere in Italia, devono essere muniti di una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero.

Chi puo' fare la traduzione

  • la rappresentanza diplomatica italiana all'estero
  • la rappresentanza diplomatica straniera in Italia
  • un traduttore ufficiale
  • un interprete che attesti con giuramento davanti all'ufficiale di stato civile la conformità al testo straniero

Nota bene:
Disposizioni particolari sono previste ai fini dell'iscrizione anagrafica degli stranieri: in tal caso i certificati provenienti dall'estero devono essere tradotti esclusivamente dall'autorità consolare italiana.

La traduzione segue le stesse regole in materia di legalizzazione dell'atto a cui è collegata:

  • se la traduzione del documento è effettuata dalla rappresentanza diplomatica italiana all'estero presenterà l'attestazione che questa è conforme al testo straniero e non necessita di legalizzazione
  • se la traduzione del documento è effettuata dalla rappresentanza diplomatica straniera in Italia presenterà l'attestazione che questa è conforme al testo straniero, la firma del funzionario consolare deve essere legalizzata dalla Prefettura competente per territorio;
  • se la traduzione del documento è stata effettuata all'estero da un traduttore ufficiale (ovvero traduttori iscritti a pubblici registri o che, di volta in volta, prestino giuramento nelle forme previste dall'ordinamento locale), lo stesso ne attesterà la conformità al testo straniero e la sua firma necessita di legalizzazione.

Normativa di riferimento

  • Artt. 30 e ss .D.P.R. 28.12.2000, n. 445 "Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa",
  • Art.21 D.P.R. 3.11.2000, N. 396 "Regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, a norma dell'articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127"
  • Convenzione dell'Aja del 1961
  • Convenzione di Londra del 1968

 

data ultima modifica: 
Venerdì, 1 Luglio, 2016 - 16:45