Scavi abbazia S.Maria

Abbazia - Scavi Abbazia S Maria Abbazia 2 - Scavi Abbazia S Maria
ruderi abbazia benedettina ruderi abbazia benedettina

 

A partire dall'aprile 2006, sotto la Direzione Scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria,  sono in corso di svolgimento le indagini archeologiche nel complesso medievale dell'abbazia di S. Maria di S. Eufemia, in loc. 'Terravecchia' a Lamezia Terme.

Questi lavori sono parte del progetto denominato 'sinus lametinus' redatto negli anni passati dall'arch. Natale Proto per conto dell'Amministrazione Comunale di Lamezia Terme. Sulla scorta delle ricerche pregresse condotte nell'area lametina dalla Soprintendenza il progetto aveva localizzato tre grandi poli archeologici: il castello normanno-svevo di Nicastro, l'abbazia benedettina di S. Maria di S. Eufemia, l'area di 'Iardini di Renda' dove da alcuni anni sono stati identificati i primi resti della città greca di Terina, colonia di Crotone.

Dopo la pubblicazione, su vari quotidiani locali, di notizie riguardanti lo scavo dell'abbazia, che hanno riportato notizie inesatte ingenerando pericolosi equivoci, su richiesta degli stessi organi di stampa, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria intende comunicare con la presente scheda lo stato dei lavori insieme ai principali obiettivi, rimandando un'informazione più completa ad una conferenza stampa che verrà programmata alla conclusione degli stessi.

Il complesso abbaziale dell' abbazia di S. Maria di S. Eufemia, fondato da Roberto il Guiscardo nella seconda metà dell'XI secolo nell'area di un precedente monastero bizantino, è un monumento già noto agli studiosi del settore, ed era già stato oggetto di due campagne di scavo negli anni '90. Grazie a questi interventi era stato possibile ricostruire la planimetria della chiesa (ben inquadrata negli schemi architettonici diffusi dai normanni nell'Italia meridionale) insieme ad una prima topografia del complesso nel quale si riconoscono attualmente la chiesa, i ruderi del chiostro e del monastero, il grande muro di cinta.

Gli scavi attuali sono stati localizzati nella chiesa, in particolare nell'area del grande presbiterio e dell'abside maggiore. In questa zona, ad una profondità di 3-4 metri rispetto all'attuale piano di campagna (rialzato nei secoli dalle frequenti alluvioni del fiume Bagni) insieme ai muri perimetrali e ai grandi pilastri che sorreggevano le volte di copertura, è stato individuato un pavimento in marmo decorato con motivi geometrici realizzati con tasselli policromi, che, almeno nella sua fase originaria, può essere attribuito al periodo normanno. Sopra un podio rettangolare, anch'esso in marmo, leggermente rialzato rispetto al pavimento, in posizione centrale rispetto all'abside, si trovano i resti dell'altare ormai spoglio del probabile rivestimento marmoreo. La parte finale dell'abside maggiore, quella semicircolare, si trova attualmente sotto la vicina strada interpoderale che lambisce i resti della chiesa e che nei prossimi giorni verrà spostata per consentire la prosecuzione dello scavo. Sulle murature intonacate sono emerse tracce di graffiti e resti di affreschi purtroppo in cattivo stato di conservazione, attualmente in corso di restauro. Nei muri privi di intonaco, invece, si trovano numerosi materiali di reimpiego (pietre lavorate e laterizi vari) provenienti dai resti della città di Terina sulla quale insiste tutta l'area dell'abbazia.

E' bene sottolineare che in una simile situazione, caratterizzata dalla presenza di potenti interri, risalenti a periodi successivi alla distruzione del complesso (causata dal terremoto del 1638), lo scavo non restituisce molti materiali. Tra quelli fino ad ora rinvenuti si segnalano soprattutto frammenti di elementi architettonici in pietra lavorata e marmo, che verosimilmente ornavano l'interno della chiesa, pochi frammenti di ceramica e rari oggetti in metallo (ferro, bronzo), mal conservati e molto frammentari, in buona parte ascrivibili alle fasi più tarde del complesso. Questi materiali, in attesa delle operazioni di pulizia e catalogazione saranno custoditi nei magazzini del Museo Archeologico Lametino.

Dati interessanti sono stati prodotti anche dalla pulizia dell'area che ha consentito una migliore visibilità delle strutture superstiti, e che permetterà l'elaborazione di una nuova planimetria e lo svolgimento delle numerose attività di ricerca in programma sull'intera area del complesso abbaziale. Oltre agli scavi, infatti, sono già state avviate una serie di operazioni 'non distruttive' tra le quali il rilievo degli alzati (con relativa lettura archeologica degli elevati) effettuato mediante moderne tecniche di fotogrammetria digitale, il rilievo topografico con GPS, per l'elaborazione della nuova cartografia georeferenziata, insieme ad una campagna di prospezioni geoelettriche condotte da esperti di geofisica archeologica, mirate all'individuazione di strutture interrate.

Le forze attuali permetteranno di lavorare fino alla fine del mese di ottobre, termine per il quale ci si propone di portare a termine gli obiettivi previsti.

Informazioni:

  • Direzione Scientifica per conto della Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria - Roberto Spadea
  • Responsabile dello scavo - Eugenio Donato
  • Rilievi - Loredana Arcieri
  • Fotogrammetria - Topografia e GPS - Eugenio Donato
  • Prospezioni Geofisiche - Prof. Paolo Mauriello (Università del Molise)
  • Impresa esecutrice dei lavori - Geom. Congiusta Vincenzo (Locri)
  • Progettazione e direzione dei lavori sono a cura dell'Ufficio Tecnico Comunale nelle persone dell'Arch. Caterina Vitetti, Geom.Paride Giardino, e Responsabile del Procedimento Ing. Giuseppe De Sensi.
  • Allo scavo hanno partecipato volontari coordinati dalla Prof.ssa Enza Purri-Siviglia presidente dell'Associazione Archeologica Lametina

 

data ultima modifica: 
Martedì, 5 Luglio, 2016 - 10:00